mercoledì, marzo 21, 2007

Welcome to the cruel world

Questo blog è nato come diario di tutto ciò che mi piace. Da un po' di tempo, le cose che mi diano gioia e che mi facciano stare bene sono sempre meno. Certo ho un'amore che mi vuole tanto bene, una famiglia stupenda, per fortuna ho un lavoro e di tanto in tanto vedo dei bei film ed ascolto ottima musica. Però ci sono delle cose che iniziano a turbarmi profondamente.
E' di ieri sera la liberazione del giornalista di Repubblica, che grazie all'intervento di Gino Strada ed Emergency, allo "scambio" di persone e soldi con lo stato italiano, dopo 15 giorni è potuto tornare alla sua famiglia. Fin qui niente di cui si possa essere scontenti. Un po' però mi ha fatto riflettere il fatto che per questo valente reporter, si siano mosse migliaia di persone (circa 100.000 firma sul sito di repubblica.it per far rilasciare il giornalista), tutte le testate giornalistiche aprivano i propri giornali sempre con le news sul sequestro, e giustamente cercavano di dare il massimo supporto per un felice epilogo della situazione. Ciò che mi ha dato fastidio è che non è stata fatta la stessa cosa per i sequestrati nel delta del Niger. Loro in prigionia dal 7 dicembre, ad un certo punto sembravano dimenticati... Ho anche creduto che fossero stati liberati e nessuno ne avesse dato notizia. Da molte parti ho sentito svariate persone lamentarsi di questo trattamento. Addirittura, una firma illustre del nostro giornalismo, come Vittorio Zucconi, giustificava questo trattamento col fatto che, almeno questo è quello che in molti abbiamo capito dalle sue dichiarazioni sulla sua rubrica di lettere con i lettori, "Un giornalista è più importante di un semplice operaio". Ed alla domanda di chi gli facesse notare che nessuno era sceso in piazza per costoro, rispose dicendo che nessuno vietava a nessuno di scendere in piazza. Errore di fondo del suo ragionamento, a mio avviso, è che non tutti hanno la stessa forza di comunicazione. Se uno ha un giornale alle spalle, è più facile poter influenzare più persone (del resto non è questo il problema del conflitto di interessi in parlamento???).

Questo è stato il punto di partenza, forse per scoprire l'acqua calda, che mi ha fatto notare, come molti ignorino l'esistenza nel mondo di conflitti e problemi simili a quelli vissuti in questi giorni. Ci sono guerre che vengono costantemente ignorate, forse perché non ci sono i nostri soldati, forse perché non c'è nessuna forza occidentale coinvolta direttamente, forse perché certi conflitti permettono alla nostra economia occidentale di poter resistere ancora a lungo.

Ignoriamo cosa succeda in Darfur; nessuno ci dice che in Cecenia l'amico Putin non fa proprio delle opere da S.Francesco; che a Timor Est c'è ancora guerriglia; che a poche centinaia di chilometri dall'Italia in Algeria c'è ancora una guerra interna. E a farne le spese sono sempre i più deboli. Non è possibile che per far smuovere i grandi rivenditori di diamanti, e certificare che non siano macchiati di sangue, sia stato necessario un film con Di Caprio. E forse molti fino a quel punto ignoravano la schiavitù per l'estrazione dei diamanti.

Non possiamo sempre dover andare in rete e cercare siti indipendenti che ci informino di tutto ciò che in tv non passa. In italia sono ancora troppo pochi coloro che hanno connessioni a banda larga, e quelli che ce l'hanno e non la usino solo per il porno... lasciamo stare. Credo sia più importante sapere che a pochi chilometri da noi ci sono persone che soffrono e muoiono, anche per volere dei nostro governi, piuttosto che sapere che un ministro va a puttane o che un calciatore è gay!

Purtroppo la visione che mi sto facendo di questa società è sempre più simile ad una visione da Orwell o Bradbury...

A questo punto credo sia meglio avere come visione del mondo quella fornita da un noto aforisma: "la conoscenza è potere ma l'ignoranza è gioia".



Welcome to the cruel world - Ben Harper

Welcome to the cruel world.
Hope you find your way.
Welcome to the cruel world.
Hope you find your way.

Oh- Oh- it's a cruel world.
Try to enjoy your stay.
Yes, it is a cruel world when you're tryin' to get by.
Oh- Oh- it's a cruel world when you're tryin'
when you've seen the look in their eye.
Makes life hard living but I'm so, so scared to die.

Welcome to the cruel world,
welcome,
welcome.

Don't know how we've lasted here so long.
There must be more good than bad or we'd already be gone.
And if you get up to Heaven before I do, I'm gonna tell ya,
it's gonna be cruel there too,
cruel there too.
You can't hide from this cruel world cause there is no place to run.
You can't hide from the cruel world there just is no place to run.
It's been cruel from the beginning, it will be cruel when we're done.
So when I'm gone, I will gladly say goodbye.
When I am gone, I will gladly say goodbye,
and if you want to feel me, put your hands up to the sky.

Welcome to the cruel world,
welcome,
welcome.
Hope you find your way.
Try to enjoy your stay

2 commenti:

giò ha detto...

Concordo pienamente con le tue riflessioni, daltronde anche certi interventi "umanitari" a favore di certe popolazioni (se gli interventi militari possono chiamarsi umanitari) vengono fatti per interessi politici o economici.E non pensare di essere troppo pessimista, leggi cosa diceva già nel 2000 Norberto Bobbio "Spesso ho l'impressione che in questo universo globalizzato noi continuiamo a discutere di idee, mentre ormai ciò che conta sono i grandi interessi economici e finanziari, che scavalcano la politica e gli importa poco della cultura....Varranno ancora le regole dello Stato democratico e di diritto, che finora è stato il nostro modello ideale? Sopravviverà la distinzione fra ciò che è lecito e ciò che è illecito?"

squonimo ha detto...

un altro intervento così e chiudo il blog... troppa cultura!!!